La De Gasperi al tempo del COVID-19 #3

Una serie di contributi per farci compagnia in questi tempi di “reclusione forzata”.

Il Centro Culturale di Milano ci invia un contributo per guardare a questa situazione come una occasione.

Il tempo della persona

Ti rivolgiamo un pensiero e lo rivolgiamo anche a noi stessi, volendo riecheggiare quell’intento che anima il Centro, sia in chi propone sia in chi suggerisce, in chi partecipa, uscendo il pomeriggio o la sera per incontrarsi qui, o in chi segue in questi giorni a distanza. La prima cosa, il primissimo moto, sarebbe il desiderio di essere vicini, a contatto con chi soffre o ha lasciato i suoi cari. Questa vicinanza fisica è la cultura perché essa è un gesto che poi -solo poi- diventa parole, testo, riflessione, immagine, musica. Questo gesto è essere presso la Verità, desiderarla, tesi a essa, vicini fisicamente a lei. In questi giorni di reinvenzioni digitali per imitare tale vicinanza, a testimoniare quanto questo gesto ci manchi nella sua realizzazione pratica, non si può negare l’assoluta verità che si manifesta nel bisogno e nel suo metodo che risiede in quella vicinanza all’avvenimento, alla verità. Ma non basta imitare il modo o moltiplicare gli eventi: quel che sta accadendo invita a qualcosa che non sia meno del ricapirlo e riscoprire da dove proviene. Questa cultura, questo valore del gesto, infatti, da noi si sono espressi e diffusi per calore induttivo da quel momento in cui “il Verbo si è fatto carne e ha preso ad abitare, fisicamente, in mezzo a noi” e per la scelta di seguire, anche nel quotidiano, tale vertice. Per questo da subito ci sono sembrate vere e nuove -sin dai primi giorni, da quando ci si è soffermati sul #milanononsiferma a quando si è passati a #iorestoacasa – le parole di Giovanni Testori, uno degli iniziatori e sostenitori delle origini della nostra presenza culturale. “La cultura non credo sia la letteratura, il teatro, la scienza, la poesia; io credo invece che la cultura (una definizione che più o meno vado ripetendo) sia la forma che prende e onora la conoscenza, la coscienza religiosa della vita in un determinato momento della storia. Quindi praticamente tutta l’esistenza è cultura di tutti gli uomini, quando diventa forma di questa coscienza religiosa. Allora è cultura come uno vive, come dorme, come si muove, come pensa, come studia, come lavora; è cultura una madre, un padre, è cultura la famiglia, è cultura, soprattutto, la liturgia, ed è cultura l’operare in un giornale, i romanzi, la poesia, la pittura, dentro questa totalità; separata, io non credo sia più cultura.” Non basta cambiare pelle, non serve domare l’imprevisto con la voce familiare della nostra riflessione o di giuste previsioni. Occorre avvertire l’invito a un cambiamento di sé, insito nella circostanza che tutti viviamo. Le cose non ci cambiano da sole o automaticamente, se non in peggio e, se in meglio, sarebbe solo questione di fortuna. Cosi come un figlio non è sufficiente a ricomporre una lontananza profonda tra un uomo e una donna. Occorre scorgere e cogliere quale sia questo “invito”. Quell’ “invito a qualcosa di promettente”, come ci siamo prefissi nel tema del Centro di quest’anno. Una parola che rinvia oltre sé, questo è il mondo, questa è la realtà: un invito a qualcosa di promettente.

In questi giorni molte originali riflessioni ci parlano e dicono, riguardo alla fiducia, a rapporti nuovi, che la globalizzazione non è e non è stata la comunità. Se l’evidenza positiva di questi giorni è dunque che, siccome siamo a distanza, ognuno è sospinto a credere che ciascuno stia guardando il mondo in modo più giusto, più serio, più pensando agli altri, magari cedendo da un suo primo scetticismo o realismo navigato, noi pensiamo che si debba appartenere, lasciarsi appartenere a quella evidenza che tutto non si fa da sé e far diventare propria, personale, questa dimensione. Come? Imparando e guardando. Ad esempio i ragazzi nella scuola online che dicono “non è per la interrogazione o la verifica.. ma dovrebbe essere sempre così, perchè alla fine lo fai perchè finisci per innamorarti delle cose che fai e non la senti come un’oppressione” o gli infermieri e i medici che dicono “non sono solo un infermiere, sono anche il saluto, la carezza a chi muore da solo..” La circostanza che viviamo non sarà vana, non solo organizzativamente, se sapremo credere, fino in fondo, in quella coscienza e religiosità di cui parla Testori e farne la nostra vita.

Per questo desideriamo condividere ancora un pensiero, questa volta tratto da uno dei nostri grandi maestri, Charles Peguy, segnalato da don Giussani nel suo libro “Generare tracce nella storia del mondo” (ed. Rizzoli) per descrivere cosa sia appartenere a un popolo, a una scelta, a una chiamata. Un brano tratto da i Cahiers de la Quinzaine”, la rivista che vedeva il giornalista saggista francese praticamente unico redattore e spedizioniere.

“Quando l’allievo non fa che ripetere non la stessa risonanza ma un miserabile ricalco del pensiero del maestro; quando l’allievo non è che un allievo, fosse pure il più grande degli allievi, non genererà mai nulla. Un allievo non comincia a creare che quando introduce egli stesso una risonanza nuova (cioè nella misura in cui non è allievo). Non che non si debba avere un maestro, ma uno deve discendere dall’altro per le vie naturali della filiazione, non per le vie scolastiche della discepolanza”. La risonanza nuova nasce da un gesto, dal credito continuo a un affetto e a una ragione che lo sostiene. Sarebbe, in altre parole, voler toccare la fonte, bere da essa, direttamente. Non solo: che divenga in noi fonte che zampilla.

La De Gasperi al tempo del COVID-19 #2

Una serie di contributi per farci compagnia in questi tempi di “reclusione forzata”.

L’AIC (Associazione Italiana Centri Culturali) ci invia un contributo per guardare a questa situazione come una occasione.

L’avventura della cultura

Stiamo vivendo un momento complicato, che rende difficile lo svolgimento della vita sociale in una cornice di normalità. La cancellazione di molti eventi promossi dalla rete dei Centri culturali associati ad AIC a causa dell’attuale emergenza ci sollecita nella comprensione del senso, del modo e del valore della nostra presenza culturale.  

Cosa viene meno per il fermarsi di  quel flusso comunicativo ed espressivo di relazioni sociali che dà vita ad un evento culturale? Cosa manca a noi e alla società se un evento culturale (da un dibattito scientifico, alla proiezione di un film, ad una serata di ascolto musicale) viene sospeso ?  La cultura per noi è strumento di ripresa della vita, come intitolava un Convegno del Centro Culturale San Carlo nel 1981  che intendeva celebrare la visita di Giovanni Paolo II all’Unesco, appuntamento storico per la cultura mondiale.  Grazie alla cultura l’uomo vive una vita veramente umana e preserva una domanda di senso e perciò una apertura al mistero, a qualcosa di più grande che rinnova sempre una possibilità aldilà di situazioni storico – sociali in atto. 
Mai come in queste circostanze appare evidente che, secondo le parole del filosofo Alain Finkelkraut, più volte ospite dei nostri centri, all’origine di ogni cultura vi è sempre un avvenimento «qualcosa che irrompe dall’esterno. Un qualcosa di imprevisto. Ed è questo il metodo supremo di conoscenza». Anche nelle sue espressioni più formali infatti la cultura non può mai perdere il legame con l’esperienza, di cui, secondo don Luigi Giussani, è una rielaborazione critica e sistematica.

Per noi la cultura è coscienza che mobilita a rintracciare l’avverarsi dell’umano e che dilata la nostra compagnia a tutto il mondo, perchè affonda le sue radici nell’esperienza del fatto cristiano che continuamente ci prende non lasciandoci in balia dei sommovimenti della storia.  Questo periodo può essere quindi un’occasione per riscoprire e approfondire modi di comunicazione e rendere più dinamico il nostro sito, la newsletter e gli altri strumenti con aggiornamenti continui riguardo a testimonianze positive di affronto dell’emergenza o a temi culturali che avremmo svolto sul territorio.
Che responsabilità abbiamo se non quella di testimoniare la novità di vita che ci prende e ci rinnova lo sguardo ogni giorno?  Questa è l’avventura della cultura

La Risurrezione di cristo nell’arte d’Occidente e d’Oriente

Presentazione del volume di Jaca Book martedì 18 febbraio alla Libreria Nuova Terra. La serata è organizzata dalla libreria in collaborazione con l’associazione De Gasperi

Martedì 18 febbraio, alle ore 21, alla Nuova Terra di Legnano, in via Giolitti 14, presentazione del volume La Risurrezione di Cristo nell’arte d’Oriente e d’Occidente, di Emanuela Fogliadini e François Boespflug. La serata è organizzata dalla libreria in collaborazione con l’associazione De Gasperi e a dialogare con gli autori ci sarà Mariangela Grassi.

Il volume comprende una rassegna di cinquanta opere di diverse epoche e origini geografiche, accompagnate da un commento storico-artistico e teologico, volte a celebrare la Risurrezione di Cristo, affermazione centrale della fede cristiana. Colmando un’enorme lacuna il libro presenta in una nuova prospettiva sia il carattere multiforme dell’arte cristiana che le recenti domande sul concetto stesso di Risurrezione che animano le discussioni tra i teologi europei
dell’ultimo decennio.

François Boespflug, teologo, storico dell’arte e storico delle religioni, è professore emerito dell’Università di Strasburgo. È stato editore letterario per le Éditions du Cerf, titolare della Chaire du Louvre nel 2010 e della Cattedra Benedetto XVI a Ratisbona nel 2013. Le sue numerose pubblicazioni si focalizzano sulla storia delle religioni e la rappresentazione del divino.

Emanuela Fogliadini si occupa d’iconografia e storia della teologia bizantina-ortodossa. Dottore in Teologia e in Storia del Cristianesimo, è docente di Storia della Teologia dell’Oriente cristiano presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale di Milano e di Teologia ortodossa presso gli Istituti Superiori di Scienz Religiose di Milano e Pavia.

Mariangela Grassi è docente di Storia dell’Arte all’Istituto Tirinnanzi di Legnano.


Il Book Corner al Meeting di Rimini 2019

Al Meeting di Rimini sarà presente il Book Corner, uno spazio dedicato ai libri, curato da AIC Associazione Centri Culturali con anche la collaborazione della nostra Associazione De Gasperi di Legnano.

In particolare Venerdì 23 Agosto alle 14 la presentazione del libro «LA STRADA DEL CORAGGIO» – Gino Bartali, eroe silenzioso, presentato in anteprima a Legnano, con Angelo De Lorenzi e Roberto Damiani, che, per la nostra associazione, sta raccontando il Tour de France.

Al Meeting di Rimini sarà presente il Book Corner, un’iniziativa che dice dell’importanza del libro per decifrare l’attualità in un momento storico in cui si fa più impellente la necessità di avere chiavi di lettura e strumenti di giudizio.
Nello spazio del Book Corner che ha per titolo “Leggere è andare incontro a qualcosa che sta per essere e ancora nessuno sa cosa sarà” (Italo Calvino), si punta a proporre percorsi di conoscenza destinati soprattutto al pubblico più giovane, radicati nell’esperienza e nel cammino compito in questi anni dai Centri Culturali.
Libri che approfondiscono il tema del #meeting19, libri che intendiamo riscoprire, libri di autori con cui è iniziato un dialogo nel corso dell’anno: ultime uscite, narrativa, saggi, gialli, fantasy, poesia, teatro, young adult.

Qui di seguito la lista dei libri che saranno presentati al #BookCorner del Meeting di Rimini 2019, uno spazio nel Padiglione C2 della Fiera di Rimini, attiguo alla grande Libreria. Vi aspettiamo!

Domenica 18 Agosto 2019 

14.00-14.45 Ho avuto una vita bellissima di Padre Maquignaz in conversazione con Giacomo Sado, Tipografia Pesando. 
Sarà presente l’autore con Antonio Fosson e Roberto Macrì 
16.00-16.45 Rinascere da vecchi di Gianfranco Lauretano, Puntoacapo. Sarà presente l’autore
18.00-18.45 Filosofia cristiana e politica in Augusto Del Noce di Luca Dal Pozzo, Pagine. Sarà presente l’autore con Giuseppe Fidelibus 
20.00 – 20.45 Tutte le opere letterarie di Karol Wojtyla, Bompiani. Lettura di alcune poesie di Karol Wojtyla a cura di Franco Palmieri 
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Lunedì 19 Agosto 2019 

11.30-12.45 Stagioni di Bruno Cantarini, Itaca. Con Giorgia Coppari e Gabriele Codoni 
13.00-13.45 La valutazione liberata di Mazzeo Rosario, Bonomo Editore. Sarà presente l’autore con Marcello Tempesta
14.00-14.45 Strade giuste. Economia e società del bene comune di Marco Morganti, Feltrinelli. Sarà presente l’autore con Giorgio Vittadini 
16.00-16.45 Un sogno sull’oceano di Luigi Ballerini, San Paolo. Sarà presente l’autore 
18.00-18.45 جوليان كارون الجمال الأعزل [titolo originale: La bellezza disarmata, di Julián Carrón], Bibliotheca Alexandrina 2018. 
Con Hussein Mahmoud e  Wael Farouq
20.00-20.45 E come il vento. L’infinito, lo strano bacio del poeta al mondo di Davide Rondoni, Fazi Editore. Sarà presente l’autore
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Martedì 20 Agosto 2019

13.00-13.45 Il silenzio del mare di Asmae Dachan, Castelvecchi Editore. Sarà presente l’autrice
14.00-14.45 Ho cercato di scrivere Paradiso. Conversazioni con la figlia di Ezra Pound di Alessandro Rivali, Mondadori. Sarà presente l’autore
16.00-16.45 Nel silenzio c’era il vento di Francesco Fadigati, Bolis. Sarà presente l’autore 
18.00-18.45 Dialoghi. Sette percorsi narrativi del Corso Scuola di Scrittura Flannery O’Connor del Centro Culturale di Milano, a cura di Francesco Napoli, Edizioni di Pagina. Con Alessandro Zaccuri e Luigi Ballerini
20.00-20.45 La dieta sono io di Luca Doninelli, La nave di Teseo. Sarà presente l’autore
20.45-21.30 Ridere come gli uomini di Fabrizio Altieri, Piemme. Sarà presente l’autore 
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Mercoledì 21 Agosto 2019 

11.30-12.15 Il primo amore e altri racconti di Anton Čechov, a cura di Giuseppe Ghini, Ares. sarà presente il curatore con Alessandro Rivali
13.00-13.30 Chissenefrega della rima di Marco Ausili, Armando Editore. Sarà presente l’autore con Nicola Campagnoli e Gabriele Codoni
14.00-14.45 L’unità dell’Europa e le sue radici culturali di Francesco Ricci, C.C. don Francesco Ricci, La Bottega dell’Orefice. Con Riccardo Lanzoni e Alessandro Rondoni 
16.00-16.45 Il no disperato di Mario Elisei, LiberiLibri. Sarà presente l’autore con Vittorio Sgarbi e Ignacio Carbajosa.
18.00-18.45 La casa degli sguardi di Daniele Mencarelli, Mondadori. Sarà presente l’autore con Paola Bergamini 
20.00-20.45 Stagioni diverse di Stephen King, Sperling & Kupfer. Con Cristiano Guarneri
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Giovedì 22 Agosto 2019 

11.30-12.45 Storia dell’Italia unita di Marcello Croce, Itaca. Sarà presente l’autore
13.00-13.45 Morte di Adamo e altri racconti e La moglie del Procuratore di Elena Bono, Marietti. Con Francesco Marchitti
16.00-16.45 Per Amore di Benedetto XVI a cura di Pietro Luca Azzaro, Cantagalli. Sarà presente il curatore
18.00-18.45 Il tempo di chi prega di Gianluca Attanasio, Messaggero Padova. Sarà presente l’autore
20.00-20.45 Fuori dagli schemi. Seingim, 20 anni di ingegneria di Fabio Marabese, Fondazione per la Sussidiarietà. Sarà presente l’autore con Giorgio Vittadini 
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Venerdì 23 Agosto 2019 

13.00-13.45 Figli dei figli di Marina Corradi, Itaca. Sarà presente l’autrice
14.00-14.45 La strada del coraggio, Gino Bartali eroe silenzioso di Aili e Andres McConnon, 66THA2ND Editrice. Con Angelo De Lorenzi e Roberto Damiani
16.00-16.45 NYC Subway, cronache metropolitane di Riro Maniscalco, SEF. Sarà presente l’autore con Marco Bardazzi
18.00-18.45 Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia, Adelphi. Con Sergio Cristaldi
20.00-20.45 L’agire intimo. Resistere all’osceno di Davide Navarria, Mimesis. Sarà presente l’autore con Silvio Bosetti
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Sabato 24 Agosto 2019 

11.30-12.15 Fra me e te di Marco Erba, Rizzoli. Sarà presente l’autore
14.00-14.45 Giulia. Passione, poesia, potere di Paolo Biondi, Edizioni di Pagina. Sarà presente l’autore
16.00-16.45 Dai rottami sbocciano fiori, gli anni universitari di Clemente Rebora di Pigi Colognesi, Cantagalli. Sarà presente l’autore con Gianni Mussini 
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Elezioni 2019: OCCASIONE EUROPA, PARTENDO DA LEGNANO

“La grandezza e l’inquietudine dell’io, in ciascuno di noi, sta nella sua autocoscienza, nella possibilità – sempre aperta – di cercare e di scoprire ciò per cui vale la pena vivere e costruire. Qui sta il punto d’appoggio per vivere tutto: è grazie ad esso, alla consistenza della nostra coscienza, che possiamo affrontare le sfide della storia”

dalla presentazione del Meeting di Rimini 2019

Queste elezioni europee cui è sovrapposta la gravissima crisi politica di Legnano, sono l’ultima di queste sfide. La risposta non può che partire da sé. Il contesto in cui ci muoviamo è quello del crollo di alcune evidenze elementari, della sfiducia montante verso le istituzioni e verso la politica, e della frammentazione della rappresentanza politica del mondo cattolico. Rinunciare, per pigrizia o per comodità, a tenere viva questa autocoscienza porta a ingrandire la massa indistinta di persone sfiduciate (pensiamo a coloro che non si recano più a votare) e appiattite sul lamento, disposte a delegare tutto al primo leader capace di imporsi sulla scena.

Alcune osservazioni per reagire:

  • L’Europa è un valore essenziale da difendere, ma serve un maggiore ascolto reciproco. L’intuizione di Adenauer, De Gasperi e Schumann ci ha dato 70 anni ininterrotti di pace, la possibilità di viaggiare liberamente, di istruirsi e trovare lavoro all’estero, di avere una moneta comune. Recuperiamo oggi l’Europa di Notre-Dame e dei benedettini, basata sulla dignità umana che viene da Dio, sul trattare l’ospite come se fosse Cristo in persona e sul costruire insieme.
  • Corpi intermedi, terzo settore e sussidiarietà orizzontale vanno difesi e rafforzati. Da questa parte del paese  può venire una rinascita, ed è questo l’ambito dove investire le nostre migliori energie, facendone emergere le persone più capaci di sintesi politica. Occorre però fare il passo della scomodità del dialogo con il “diverso da sé”, anche in ambito cattolico;
  • Ribadiamo nelle azioni il valore intangibile della persona umana, sia essa comunitaria che extra-comunitaria, rifuggendo dagli slogan divisivi. Maggior sicurezza non può essere sinonimo di minor democrazia e minore libertà

Di fronte quindi al voto del 26 maggio (sia a livello europeo che amministrativo locale) invitiamo perciò a:

  • Privilegiare le liste che fanno riferimento al Partito Popolare Europeo, garanzia di politiche moderate e inclusive, coerenti con una impostazione cristiano-sociale;
  • Identificare candidati del nostro territorio (alcuni provenienti anche dalla nostra Associazione) con cui mantenere un dialogo, chiedendo loro di mettersi a disposizione, anche se non verranno eletti, e pur se appartenenti a forze politiche diverse, per un lavoro comune di formazione di giovani decisi a spendersi per il bene comune.

Abbiamo sempre più bisogno, anche a Legnano, di persone capaci di emergere con il proprio volto e per il bene di tutti dalla “massa indistinta” degli scettici; con loro e con quanti ci stanno, possiamo affrontare“le sfide della storia” cominciando da Legnano. E a tutti rivolgiamo l’invito di avvalersi del diritto a esprimere il proprio voto.

Associazione De Gasperi, Legnano
Maggio 2019