25 anni insieme

Nel pomeriggio del 18 giugno 1997 presso lo studio del Notaio Fenaroli, allora in Via Giolitti a Legnano, fu siglato l’atto costitutivo dell’Associazione Alcide De Gasperi da nove soci fondatori, nelle persone di Boioli Mario Armando, Bombelli Giuseppe, Chierichetti Albertina, Leonardi Carlo, Paiusco Ivo, Peluso Mario, Saredi Rita, Schiavi Alessandro, Trucco Roberto. 

Del primo Consiglio Direttivo, fecero parte: Schiavi Alessandro, Chierichetti Albertina, Paiusco Ivo, Saredi Rita e Boioli Mario. Assunse la carica di primo presidente il prof. Schiavi Alessandro, docente di Geografia all’Università Cattolica di Milano.

In questi anni purtroppo ci hanno lasciato dapprima il maresciallo Mario Peluso, poi Rita Saredi e da ultimo Carlo Leonardi, cui va il nostro sentito ricordo, insieme agli altri amici che da allora sono mancati (Mariangela Restelli, Giorgio Ciapparelli, Michele Troisi, Achille Fumagalli, Peo Albini, Oscar Tessari): verranno ricordati nella Santa Messa celebrata sabato 25/6 p.v. alle 18 nella chiesa dei SS.Martiri a Legnano. 

In questi 25 anni la presidenza dell’associazione  è stata ricoperta anche da Antonio Pariani e da Ivo Paiusco, attuale presidente. Oggi il Consiglio Direttivo è composto da sette persone: Ivo Paiusco, Trucco Roberto (vice presidente), Nadia Ricchetti (Tesoriere), Camillo Marazzini, Luca Mondellini, Emilio Calloni e Luciano Piscaglia.

L’associazione De Gasperi è nata per non disperdere il patrimonio ideale del partito della Democrazia Cristiana legnanese. Dopo le elezioni amministrative del 1993, le ultime che videro presente la DC a Legnano con candidato sindaco Paolo Alli e la successiva divisione politica del partito tra componente di centro sinistra aderente al PPI (Partito Popolare Italiano) e quella di centro destra aderente al CDU (Cristiani Democratici Uniti) si concordò anche la divisione del patrimonio della DC locale. La sede di Via Dante, fu venduta alla contrada di Legnarello e il ricavato fu utilizzato da due nascenti associazioni appositamente fondate e facenti riferimento alle due componenti di cui sopra, rispettivamente “La Sorgente” per l’area di centro-sinistra e appunto l’associazione “Alcide De Gasperi” per l’area di centro destra. Le stesse associazioni poterono quindi acquistare un immobile ciascuna come propria sede, che divenne il presupposto patrimoniale fondamentale per ottenere il riconoscimento regionale.

Ciò vuol dire che la De Gasperi è associazione con personalità giuridica, che risponde con il proprio patrimonio, senza pregiudicare quello dei dirigenti. La scelta opportuna della personalità giuridica fu condizione posta dall’ultimo Direttivo della DC perché la cessione di cui sopra potesse andare a buon fine.

Negli anni a seguire la “De Gasperi” ha continuato a sostenere per diversi anni, con la disponibilità della propria sede, le formazioni politiche cittadine dell’area di centro-destra fino all’esperienza di Alternativa Popolare, ma nel contempo ha portato avanti una propria attività culturale autonoma, avente come finalità e destinatari in modo particolare il mondo cattolico. Lo statuto infatti recita nello scopo sociale: “L’Associazione ha per oggetto la promozione e la diffusione della cultura cattolica e della dottrina sociale della Chiesa attraverso la valorizzazione e il sostegno della presenza pubblica dei cattolici in Legnano e nel circondario di Legnano, nelle varie forme, associative e non, che ad essa fanno riferimento, comprese organizzazioni a carattere politico che si richiamano all’applicazione della dottrina sociale della Chiesa”. 

Una comune formazione culturale e apertura al sociale mutuata dai nostri soci nella vita del mondo cattolico ha portato in questi anni, compresi i più recenti, a farsi carico di responsabilità a livello culturale, sociale e politico fino anche a responsabilità di carattere nazionale, ma senza in questo coinvolgere direttamente l’Associazione, la quale ha profuso i suoi sforzi in una attività culturale pre-politica, concretizzatasi in decine di incontri pubblici e iniziative di carattere culturale.

In particolare è stato molto proficuo negli ultimi anni il legame instaurato con l’Associazione Italiana dei Centri Culturali (AIC), alla cui attività contribuiamo sia con la messa in comune dei nostri eventi su una piattaforma nazionale, sia nella realizzazione di formats destinati alla diffusione tramite il Meeting di Rimini, come nel caso dei alcuni podcast di presentazione di libri facenti parte dell’iniziativa Book Corner.

Non va poi dimenticato l’aspetto di collaborazione negli eventi realizzati insieme ad altre realtà locali a prossime, dalla Famiglia Legnanese al Centro Culturale San Magno, alla Libreria Nuova Terra, all’Istituto Tirinnanzi, a varie amministrazioni locali tra cui Legnano, oltre a diversi centri culturali della rete AIC.

I due anni di pandemia hanno stimolato una ormai strutturale iniziativa rivolta al pubblico tramite i social media, con singole iniziative e incontri on-line che hanno totalizzato centinaia di visualizzazioni. Ora però è tempo di ritornare a operare in presenza, poiché il rapporto personale è insostituibile se si vuole trasmettere, condividere o anche dialettizzare un giudizio su ciò che accade o su ciò che si dice.

Siamo ora protesi ai prossimi 25 anni cercando di individuare i volti dei giovani che prenderanno le redini al posto di noi “vecchi” per non disperdere quel poco o tanto di patrimonio e di stima creato in questi primi anni di attività. Restano sempre fissi comunque un principio e un compito che vuole rispondere a una domanda: “Perché mettersi insieme? Per che cosa impegnarsi?” Prendiamo la risposta da una citazione di Mons. Luigi Giussani di cui quest’anno si ricorda i il centenario della nascita:

“Quando ci si mette insieme, perché lo facciamo? Per strappare agli amici, e se fosse possibile a tutto il mondo, il nulla in cui ogni uomo si trova. Incontrando noi (…) uno si senta come afferrato nel profondo, riscosso dalla sua apparente nullità,  debolezza, cattiveria o confusione, e si senta come d’improvviso invitato alle nozze di un principe.” 

Vita di don Giussani, di A. Savorana, cap. 37, p. 1117

“Credo che un cristiano debba vivere la sua vita personale, e operare, con tutti gli strumenti sociali di cui può disporre, una lotta decisiva, una lotta accanita a quello che mi sembra il carattere mortale della cultura moderna, (…) una lotta decisiva al nichilismo.”

Vita di don Giussani, di A. Savorana, cap. 30, p. 909

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